INTROIBO


Sono nato a Borgomanero. Il prof. Ernesto Lomaglio, insigne cultore di storia patria, scrisse che questo nome viene da certo Giacomo Mainero (o Mainerio) che fu persona influente agli albori del primo popolamento. Col passar del tempo è diventato un borgo, ma ha perso la vocale «i». Così da Mai Nero è diventato Ma Nero.

Da sempre nella nostra cultura simbolo di morte e di lutto, un paio di secoli fa questo colore contrassegnava anche il clericalismo. Nel secolo scorso fu fatto proprio dal fascismo. Tuttavia si può dire che, nel profondo dell’animo umano, ogni istinto conservatore o peggio reazionario si carichi di una macchia più o meno ampia e intensa di nero. Per una circostanza che ritengo fortunata, ho compiuto la mia formazione e ho trascorso buona parte della vita lavorativa in altri borghi e città: niente di straordinario o di esotico. Solo quella minima distanza che basta per allontanarsi dall’ombra del campanile e per apprezzare tutti i colori dell’iride.

Immaginavo come sarebbe stato bello se il mio borgo fosse stato un scintillante Ma Blu, della stessa infinità del mare, oppure un bel Ma Giallo, del medesimo calore del sole, o ancora un Ma Rosso, anche lui caldo, avvolgente ma più passionale. Così ho accontentato l’immaginazione ed è nato Borgomarosso social club, un pubblico zibaldone. Intendiamoci: nessuna intenzione di mettermi al pari con la splendida officina del maggiore poeta degli ultimi secoli. Soltanto un quaderno digitale dove senza ordine scorrono appunti, notizie e pensieri. Prima che faccia notte.

Angelo Vecchi