ALBINO ALBORGHETTI – ANTONIETTA CERUTTI – BATTISTA ZAPELLONI


Il 22 aprile 1945 segnò per Borgomanero uno dei momenti più tragici della guerra. Il giorno era stato scelto per l’assalto finale ai forti presidi nazifascisti presenti in città. Per la prima volta i partigiani avrebbero potuto combattere alla pari supplendo alla mancanza di adeguato armamento con l’appoggio dell’aviazione alleata. Tuttavia, la delusione per il miserrimo esito dell’operazione aerea convinse il comando garibaldino a sospendere i combattimenti che già si erano accesi durante i quali già erano caduti i partigiani Albino Alborghetti Selvaggio e Battista Zapelloni Tino e la donna Antonietta Cerutti, vittima civile.

Albino Alborghetti era nato a Trescore Balneario (BG) il 6 gennaio 1926. Era stato destinato ai paracadutisti della RSI che avevano sede presso villa Bonola, attuale villa Marazza, di Borgomanero. Come altri giovani, resosi conto della reale natura del fascismo, era passato ai partigiani nella neocostituita brigata Fronte della gioventù «Eugenio Curiel» alla fine del febbraio 1945. Il 22 aprile si trovò impegnato nei pressi del ponte ferroviario che sovrasta la provinciale per Novara in un accanito combattimento con i «fascisti, che si erano barricati nella casa vicino ai binari ferroviari». Le versioni sulla sua morte sono contrastanti. Secondo alcuni Selvaggio fu ucciso nello scontro dai fascisti. Secondo altri si suicidò con un colpo di pistola per non cadere vivo nelle mani degli ex commilitoni che si sarebbero vendicati riservandogli una fine ancora più terribile.

Battista Zapelloni era nato a Borgomanero il 5 agosto 1919. Prima della guerra operaio elettricista, faceva parte della 81a brigata «Silvio Loss» con un’anzianità di servizio di tredici mesi. Il 22 aprile, il comandante di brigata Moro aveva posizionato nei punti più importanti dell’attacco i partigiani di maggiore esperienza e più pratici del posto. Così, per esempio, mentre Pietro Mora Morosini era stato mandato a ovest alla stazione ferroviaria, Tino era stato inviato a sud nei pressi del ponte sulla strada per Novara dove rimase ucciso nei combattimenti che lì si erano subito accesi. I funerali del garibaldino Zapelloni si svolsero a Borgomanero il 3 maggio insieme a quelli di Pierino Fornara, Enzo Gibin e Ernesto Mora.

Un’altra direttrice dell’attacco partigiano partiva dalle pendici del colle Colombaro in direzione di corso Mazzini. Anche qui erano in corso sparatorie. La signora Antonietta Cerutti di 34 anni, che, nonostante il coprifuoco, molto incautamente con un nipotino e la sorella si era affacciata da una finestra per curiosare, fu colpita a morte. Il dott. Orazio Di Francesco chiamato all’indomani mattina a espletare le procedure di legge costatò che il decesso era avvenuto per un proiettile che aveva raggiunto e trapassato un occhio.