ATTACCO ALLA PROVINCIA ROSSA


È uscito sul finire dello scorso anno Attacco alla “provincia rossa”. Il volume raccoglie gli atti del Convegno di studi tenuto presso il Castello Sforzesco di Novara domenica 23 ottobre 2022 a cento anni dagli assalti dello squadrismo fascista che insanguinarono e stravolsero una terra dall’evidente e preponderante orientamento socialista e comunista.

Gli interventi ospitati nel convegno hanno evidenziato le diverse condizioni politiche e socio-economiche presenti nel Novarese, nel Biellese, sul lago d’Orta, nell’Ossola, nel Verbano e Vercellese, tutti territori allora compresi entro i confini dell’antica provincia con capoluogo Novara. Non è mancato un interessante aggiornamento sul progetto dell’atlante della violenza politica nel primo dopoguerra per quanto riguarda le regioni del nord-ovest. Il convegno, oltre ad aver fornito un’ampia panoramica della violenza fascista – un impressionante catalogo dei delitti perpetrati e rimasti quasi sempre impuniti nonché della sistematica e chirurgica devastazione delle organizzazioni operaie, bracciantili e contadine dalle valli alle risaie – ha permesso anche di riportare alla luce della memoria aspetti poco noti o del tutto dimenticati. Tale, per esempio, la guerra condotta meticolosamente da interventisti e squadristi contro le lapidi, anche quelle di privati, e i monumenti dei caduti della Grande guerra volute dalle popolazioni ed estranee alle imposizioni della retorica nazionalista e delle celebrazioni ufficiali. Nella mostra allestita in parallelo al convegno, ma non riproposta negli atti, è stata esposta anche una corrispondenza del “Manchester Guardian” dell’agosto 1922 sull’occupazione di Novara da parte delle squadracce guidate da De Vecchi, Lanfranconi, Forni, Bisi e Rissoli. Si trattò con ogni probabilità di un interesse episodico che comunque sottolinea la rilevanza e l’eccezionalità di quanto accadde nelle nostre zone nell’estate-autunno di quell’anno. La pubblicazione di questi atti colma un vuoto, raccoglie e mette a disposizione degli studiosi e degli antifascisti un ricco materiale per continuare una riflessione quanto mai attuale sulle radici profonde e sull’essenza del fascismo e sulle forti connivenze e coperture istituzionali che ne hanno consentito la rapida ascesa e la presa del potere. Si tratta di un percorso che lega indissolubilmente le nefandezze del biennio nero e la carsica ma diffusa opposizione al regime durante il ventennio alla Resistenza e alla lotta partigiana. Senza comprendere la portata e gli effetti a lungo termine della violenza e delle umiliazioni inflitte alle comunità locali non è possibile cogliere a fondo le motivazioni che hanno portato il nord-est piemontese a sviluppare uno dei più forti e radicati movimenti partigiani. Tra i limiti del volume – e del convegno – va segnalata la mancanza di uno specifico contributo sull’organizzazione fascista e sulla violenza squadrista nella città di Novara. La maggior parte dei relatori ha rimarcato come l’attacco del 1922 non fosse disarticolato e occasionale, ma rispondesse a un piano generale politico e militare la cui direzione si trovava almeno in parte nel capoluogo, nei rigogliosi appoggi finanziari di cui lo squadrismo poté godere, nel blocco sociale urbano che riuscì ad aggregare e nelle coperture istituzionali dei centri di governo.

La pubblicazione si avvale dei contributi di Cesare Bermani (archivi e fonti), Marco Bernardi (atlante della violenza politica), Tiziano Bodio Madè (Coggiola), Mauro Caneparo (San Nazzaro Sesia), Filippo Colombara (lotte simboliche), Ferruccio Danini (Casalino e Bassa novarese), Mauro Ferrara (Trecate), Bruno Ferrarotti (Trino Vercellese), Massimiliano Franco (Biellese), Marcello Ingrao (guerra delle lapidi), Carlo Migliavacca (Lumellogno), Adolfo Mignemi (che è anche curatore della silloge, fonti e percorsi di ricerca), Teresa Mossotti (Carpignano Sesia), Lorenzina Opezzo (Vercelli), Alessandro Orsi (Crevacuore), Enrico Pagano (storiografia), Andrea Pozzetta (Ossola), Lorenzo Prealoni (Romagnano Sesia), Mauro Rampinini (Verbania), Gilberto Stevenazzi (Romentino) e Angelo Vecchi (Borgomanero). La copertina riproduce un’opera pittorica di Enzo Maio tratta dalla mostra Il sonno della ragione, allestita proprio in occasione del convegno. Hanno inoltre contribuito all’edizione Maria Grazia Alemanni, Michela Cella, Luca Giani, Gianni Lucini e Andrea Marcon.

Copie del libro sono disponibili nelle sezioni ANPI novaresi oppure presso il Comitato provinciale di Novara al quale si possono indirizzare tramite mail eventuali richieste.

Adolfo Mignemi (a cura di), Attacco alla “provincia rossa”. Egemonie politiche, identità culturali e conflitto sociale nei territori della provincia di Novara durante il primo decennio successivo alla Grande guerra, Novara, ANPI Provinciale di Novara, 2024, pp. 195