CHI HA CREATO IL “CORRIERONE”?


Sul Colle di Roma, a pochi passi dal Quirinale, spicca una lapide che recita: «Qui visse il Senatore Luigi Albertini (1871-1941). Creò il “Corriere della Sera” da cui venne estromesso dal fascismo nel 1925. Scrisse sulla vita politica italiana. Fondò la bonifica di Torre in Pietra. S.P.Q.R. 2004». L’iscrizione è quanto meno impropria, inesatta e anche ingrata per l’impiego di quel verbo “creare” che proietta una densa ombra di oblio sui primi vent’anni di vita del quotidiano milanese.

Infatti, Albertini giunse al “Corriere” venticinquenne solo nel 1896.  Leggiamo sulla Treccani, che «per interessamento del De Angeli fu assunto da E. Torelli Viollier, direttore di quel giornale, nella redazione». Albertini ne diventò poi direttore, anche a seguito di una personale operazione finanziaria relativa alla proprietà, quattro anni dopo. Oggi, ricorre il 150° anniversario del primo numero del “Corriere della sera”, uscito nella prima domenica di quaresima del lontano 1876, «giorno in cui i giornali quotidiani riposano. Così non potranno dire – aggiunge il giornale ideato e creato da Eugenio Torelli Viollier – che vogliamo portar via i loro lettori». Ben altro spirito quello dell’Eugenio rispetto al liberalismo tecnocratico e rampante di Albertini che, ereditando la poltrona del creatore, si trovò pure tra le mani un giornale che aveva raggiunto una rispettabile tiratura di 75 mila copie. Una solida base per spiccare il volo alla conquista della prima posizione tra i quotidiani italiani del primo Novecento.

E poi l’Eugenio, anima partenopea oppressa dalle inquietudini della prima Italia, è simpatica per la vicenda d’amore pur tormentata e tragica con la novarese Maria Antonietta Torriani, alias Marchesa Colombi. La scrittrice lasciò nel 1865 il convento di Miasino, dove aveva preferito rinchiudersi per sfuggire all’umiliazione di un matrimonio di convenienza. Tre anni dopo si trasferì a Milano dove iniziò la sua nuova vita nell’allora capitale morale e incontrò Eugenio.