GIOVANNI BUI


Martedì 12 settembre 1944 viene colpito a morte durante la difesa di Gozzano il partigiano garibaldino Giovanni Bui di 32 anni. Sono giorni di intensa attività da parte delle formazioni partigiane che, fidando in una spallata decisiva degli alleati che ponga fine alla guerra, sono spronati anche da quanto sta accadendo in Ossola.

Qui, ripetuti attacchi delle formazioni garibaldine costringono i nazifascisti ad abbandonare le valli laterali scoprendo le spalle al presidio centrale di Domodossola. I nazifascisti del capoluogo giungono a un accordo con le formazioni autonome e abbandonano la città.  Il 9 settembre, i primi partigiani ne prendono possesso dando inizio alla straordinaria esperienza della zona libera, impropriamente detta “repubblica” dell’Ossola.

Come una valanga i contraccolpi degli avvenimenti in montagna si avvertono in pianura. L’8 settembre, Borgomanero è teatro di una breve ma spettacolare occupazione da parte dei garibaldini durante la quale i comandanti Moscatelli Cino, Gruppi Moro e Pippo Coppo dal balcone del municipio parlano ai partigiani e alla popolazione. Il commissario prefettizio così descrive l’evento: «circa un migliaio di armati provenienti da diverse direzioni si sono qui riuniti verso le ore 18.30 sulla piazza centrale. I comandanti ànno imposto al custode della sede municipale di accompagnarli sul balcone prospicente la piazza dal quale ànno parlato agli armati. Dopo aver sfilato lungo i corsi su automezzi si sono allontanati». Dopo la dimostrazione, gli uomini si ritirano nella zona libera di Gozzano. L’intenzione non è quella di difendere la posizione abbandonata dai tedeschi, ma quella di utilizzare i giorni di libertà per organizzarsi, rifornirsi, reclutare nuove forze e ritirarsi poi combattendo in maniera ordinata il prevedibile ritorno del nemico dotato di mezzi di gran lunga più potenti.

Infatti il 10 settembre inizia la controffensiva nazifascista durante la quale il giorno dopo tra Borgomanero e Gozzano è ucciso Bui. Giovanni, figlio di Alfredo, era nato a Massa Fiscaglia (FE) il 14 dicembre 1912, ma si era trasferito a Borgomanero dove risiedeva e si era sposato con Carolina Badini. Nonostante l’età non più giovane, si era aggregato agli uomini della 6a brigata d’assalto. È sepolto nel sacrario dei caduti del Cimitero di Borgomanero.