LUCIANO CARLI – MARIO DI PIETRO – GIOVANNI GOBETTI – ENNIO MASSOBRIO – BERNARDO METTI – VITTORIO VECCHI


Completiamo la memoria delle vittime borgomaneresi del nazifascismo a ottanta anni dal loro sacrificio con gli ultimi nomi. Per alcuni di loro mancano o sono incerte informazioni su aspetti importanti della biografia; per altri, il decesso è avvenuto dopo la fine della guerra per effetto delle sevizie in precedenza subite. Sono: Luciano Carli, Mario Di Pietro, Giovanni Gobetti, Ennio Massobrio, Bernardo Metti e Vittorio Vecchi.

CARLI, Luciano: Risulta nato a Borgomanero l’11 novembre 1926 e residente a Gattico. Catturato dai tedeschi, fu fucilato il 30 febbraio 1944 nel lager di Watestyn in Germania.

DI PIETRO, Mario: Nato a Varallo Sesia il 5 agosto 1926, partigiano combattente nella 6a brigata garibaldina «Nello Olivieri», viene ucciso nell’aprile 1945, il giorno 20 oppure 23, secondo alcuni a Borgomanero, secondo altra fonte a Borgo Ticino.

GOBETTI, Giovanni: Figlio di Emanuele, da Chatenois (?), classe 1920, viene ucciso dai nazisti alla Cittadella di Alessandria il 9 settembre 1943. Il giorno seguente l’annuncio dell’armistizio, vi erano acquartierati reparti del 371 reggimento di fanteria, il secondo reggimento di artiglieria divisionale, il secondo autocentro, una compagnia di sussistenza e quella di sanità. Gli uomini e i loro ufficiali erano stati abbandonati a se stessi dal re e da Badoglio senza ordini precisi. I tedeschi, scaduta la breve tregua concordata, attaccarono la caserma, fecero delle vittime, disarmarono i soldati e li deportarono in Germania. La copia del documento del ministero della Difesa di conferimento di onorificenza militare a Gobetti, n. 13925 dell’8 ottobre 1948, fornisce la motivazione del riconoscimento: «Servente di un pezzo postato allo scoperto alla difesa di una posizione soggetta ad intenso fuoco di artiglieria avversaria, incurante della propria incolumità continuava impavido il servizio al pezzo fino a quando una granata, che colpiva in pieno il pezzo, non ne stroncava la giovane vita. Fulgido esempio di cosciente sacrificio e di alto sentimento del dovere». Alessandria, 9 settembre 1943.

MASSOBRIO, Ennio: Originario di Borgomanero, dove era nato il 20 giugno 1926, si era trasferito con la famiglia (il padre era capostazione) ad Alessandria. Dopo l’armistizio, fu tra i primi a entrare nella resistenza alessandrina, spostandosi poi nel novembre 1943 nel Cuneese con Duccio Galimberti e Giovanni Barole. Il 27 maggio 1944 (secondo altra fonte il 27 gennaio 1944) fu ferito a Vignolo, «ma i compagni – scrive il giornalista Walter Colli – non riuscirono a soccorrerlo. Fu catturato e, insanguinato e dolorante, venne fucilato». Faceva parte della 177a brigata della XI Divisione Garibaldi. A Ennio Massobrio è dedicata una via ad Alessandria.

METTI, Bernardo: Era nato a Piacenza il 30 aprile 1924. Il padre Federico aveva trovato lavoro come fumista e nel 1931 aveva portato la moglie e i quattro figli, tre maschi e una femmina, a Borgomanero. Per le difficili condizioni della famiglia, Bernardo era stato avviato precocemente al lavoro prima al Tarditi poi alle Candele motori, insieme ai fratelli Vincenzo e Nino. Chiamato alle armi in aviazione ritornò a casa dopo l’8 settembre 1943, entrando a far parte della brigata «Silvio Loss» con la quale prese parte all’occupazione di Gozzano nel settembre 1944. Alla controffensiva dei nazifascisti, la formazione si sbandò e Bernardo, nome di battaglia Tom, ormai sofferente, passò al servizio d’Intendenza della «Remo Servadei». Durante la guerra infatti aveva contratto la tubercolosi. Morì il 12 dicembre 1952, sei mesi dopo il decesso del padre.

VECCHI, Vittorio: Nato a Borgomanero il 9 aprile 1921, fu arruolato in marina. Fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’armistizio, morì in Germani nel lager di St. Blasien/Schwrzald l’11 dicembre 1945. È sepolto nel Cimitero italiano d’onore di Monaco di Baviera.