
Domenica 23 gennaio 1944, nei pressi del passaggio a livello sulla strada da Borgomanero a Cressa, veniva barbaramente ucciso Oreste Volta, la prima vittima della guerra di liberazione nella nostra città. Mentre vecchi antifascisti, giovani e soldati dell’ex regio esercito erano saliti in montagna per dare vita alle prime formazioni partigiane, nei paesi della pianura si era già sviluppata una articolata rete di sostegno alla Resistenza. C’era molto da fare. Era necessario mettere al sicuro i prigionieri alleati, i fuggitivi, gli sbandati, i perseguitati per motivi politici o razziali – già si era consumata la tragedia dell’eccidio degli ebrei del Lago Maggiore –, accompagnare i volontari che volevano raggiungere i partigiani a cui bisognava assicurare cibo, vestiario e assistenza sanitaria. Oreste, individuato come nodo di questa rete virtuosa, cadde in una trappola mortale. Contattato da un fascista che si finse intenzionato a passare con i patrioti, fu ucciso. Aveva cinquant’anni. Lasciò la moglie Giuseppina e le figlie.
Leggiamo sulle pagine del settimanale cattolico “L’Azione”: « Domenica 23 u. s. in seguito a tragico incidente veniva a mancare all’affetto dei suoi cari il nostro concittadino Oreste Volta. I funerali, che ebbero luogo il mercoledì seguente, riuscirono veramente imponenti, per il concorso unanime di tutta la popolazione ». Due anni dopo, il 9 marzo 1946, la questura di Novara trasse in arresto « Raffaele Pungitore di anni 30 da Catanzaro, ex sergente dell’aeronautica repubblichina. Il Pungitore – prosegue la cronaca de “Il Lavoratore” – si portava nel gennaio ‘44 in località Borgomanero e fingendosi disertore tradiva la buona fede di Oreste Volta che uccideva a tradimento ».
La famiglia Volta era nota nel commercio e nella società borgomanerese. La moglie conduceva un negozio di abbigliamento nella piazza centrale. Oreste, esercente del Caffè Americano, era stato tra i primi nel 1930 a dotare il locale di un pubblico apparecchio radiofonico. Piero Velati lo ricorda su “Il Voltone” come uno dei componenti del nutrito cast della seconda edizione della rivista dialettale Burbané c’al visíga rappresentata nel 1937 al Teatro Sociale.
