L’11 aprile 1945 decedeva in un campo di concentramento per internati militari italiani Vittorio Medina. Era nato a Borgomanero il 6 dicembre 1920. Catturato dai tedeschi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il soldato era stato rinchiuso nei campi di concentramento per internati militari italiani. Morì a Düsseldorf nella Renania settentrionale. Fu sepolto a Francoforte sul Meno nel Cimitero italiano d’onore.
Vittorio apparteneva alla fitta schiera degli oltre 650 mila IMI italiani. I tedeschi non li avevano riconosciuti come prigionieri di guerra per spirito di vendetta e per non concedere loro le tutele previste dal diritto umanitario. L’unica possibilità per uscire dalla loro condizione di schiavi di Hitler era quella di arruolarsi nelle forze armate tedesche o repubblichine. La quasi totalità dei soldati italiani rispose «No» a questo ricatto, una chiara scelta antifascista ripetuta ogni giorno di prigionia a costo di trascinare un’esistenza che ben poco aveva di umano, a prezzo della vita stessa. Vittorio Medina fu uno di loro.
