Ogni momento ha la sua retorica, ma i fatti, testardi e multiformi, restano tali. Quindi, quale migliore omaggio alla repubblica in questo suo 80° che ritornare ai fatti della sua travagliata gestazione? Di seguito, riportiamo i risultati dello scrutinio elettorale così come pubblicati sul leggendario giornale delle leghe operaie e del socialismo novarese “Il Lavoratore”, da poco ritornato in libertà il 6 giugno 1946.

Come indispensabile commento, va sottolineato prima di tutto che si votò in un Paese affamato, distrutto e profondamento lacerato dai lutti della guerra fascista, in un Paese tagliato in più punti nelle sue vie di comunicazione, con gli apparati del nuovo stato in condizioni più che precarie. Gli esiti del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea costituente furono proclamati dalla Corte di cassazione il 10 giugno e ovviamente da parte monarchica non difettarono sommovimenti e tentativi di strumentalizzare quell’inevitabile ritardo con false illazioni e complottismi di ogni genere. D’altra parte va rilevato che il referendum fu un’inutile e divisiva concessione a casa Savoia voluta dai partiti moderati quando gli accordi tra le forze antifasciste prevedevano che la decisione sulla forma istituzionale del nuovo stato fosse assunta in sede parlamentare dai padri costituenti. Una terza considerazione riguarda il fatto che la Democrazia cristiana, a differenza degli altri partiti di massa, non diede sul referendum indicazioni di voto lasciando i suoi elettori liberi di votare secondo coscienza. Fu naturalmente un’astensione dovuta a ragioni politiche poiché un pronunciamento univoco da parte del partito avrebbe comportato il rischio di una profonda lacerazione interna tra i numerosi monarchici e altrettanto numerosi sostenitori della repubblica. Infine, per un’utile lettura dei risultati comune per comune, bisogna tenere conto sia della storia precedente al fascismo, che già aveva delineato gli orientamenti generali della popolazione, sia del diverso impatto che il ventennio ebbe sulle singole comunità. D’altro canto, 8.796 elettori borgomaneresi già si erano recati alle urne il precedente 31 marzo per l’elezione, per la prima volta a suffragio universale, del consiglio comunale.
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| Repubblica | Monarchia | |
| Borgomanero | 4416 | 3893 |
| Bogogno | 828 | 171 |
| Briga Novarese | 645 | 171 |
| Cressa | 795 | 115 |
| Cureggio | 931 | 281 |
| Fontaneto d’Agogna | 1.628 | 236 |
| Gargallo | 412 | 227 |
| Gattico | 868 | 593 |
| Gozzano | 2125 | 1081 |
| Invorio | 1388 | 495 |
| Maggiora | 771 | 511 |
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| Socialisti | Comunisti | Democristiani | |
| Borgomanero | 2819 | 791 | 4527 |
| Bogogno | 436 | 264 | 340 |
| Briga Novarese | 453 | 88 | 350 |
| Cressa | 439 | 339 | 128 |
| Cureggio | 292 | 512 | 422 |
| Fontaneto d’Agogna | 637 | 834 | 389 |
| Gargallo | 376 | 23 | 203 |
| Gattico | 506 | 134 | 788 |
| Gozzano | 1337 | 601 | 2125 |
| Invorio | 842 | 237 | 776 |
| Maggiora | 397 | 192 | 634 |
