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GAUDENZIO SIMONOTTI
Il 29 dicembre 1944, cadeva in combattimento presso l’accantonamento partigiano in una delle fornaci di Cavaglio d’Agogna il giovane caposquadra della 82a brigata garibaldina d’assalto «Giuseppe Osella» Gaudenzio Simonotti di Borgomanero. Con lui moriva il compagno d’armi Ernesto Clementi, nato a Vercelli il 28 agosto 1921 ma, prima di entrare nelle fila della Resistenza, residente…
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ELIO ROMAGNOLI
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LA PICCOLA UMBERTINA
Si è spento il «raggio di sole» di Umbertina Gibin. Così la chiamava la sorella Ercolina. Quando il 21 novembre 1939 ad Ariano nel Polesine le fu portata la notizia dell’arrivo della sorellina, fu un momento di felicità e di luce. Fu lo stupore nell’avvertire che, nella vita, poteva ancora esserci qualcosa bello. Fu un…
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CARLO SIGNINI
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VITTORINO GODIO
Gravemente ferito in combattimento tra la Baraggia di Gozzano e cascina Beatrice l’11 novembre 1944, il giovane partigiano Vittorino Godio fu seviziato e trascinato morente sulla piazza principale del vicino centro di Gozzano dove morì dissanguato. Il corpo, secondo la barbara “legge” fascista, rimase esposto per accrescere il terrore della popolazione e indebolirne i legami…
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VITTORIO SACCO
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GIOVANNI ERBETTA e MARIO SOLDÀ
Le strade dei due partigiani, Giovanni Erbetta e Mario Soldà, si unirono tragicamente il 24 ottobre 1944 quando, al termine di una giornata di fuoco durante la quale i nazifascisti avevano subìto rilevanti perdite, furono presi dalle carceri del Castello e barbaramente trucidati per rappresaglia in località Castelletto, sulla strada che collega Momo a Oleggio.…
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FRANCESCO MINAZZOLI
Il 17 ottobre 1944, in Corso Garibaldi, era ferito a morte da un ufficiale del presidio della GNR di Villa Bonola Francesco Minazzoli. Originario di Boca, il giovane aveva 29 anni e non risulta avesse rapporti con la Resistenza: fu una delle tante vittime civili travolti senza ragione dalla violenza fascista.…
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ANGELO GNEMMI
Domenica 1 ottobre 1944, nell’allora piazza Vittorio Emanuele II (attuale piazza Martiri della libertà), veniva fucilato dai fascisti del presidio GNR di Borgomanero il partigiano Angelo Gnemmi. Secondo il macabro rituale introdotto in Italia dai nazisti, il corpo fu abbandonato sotto la pioggia, ma una donna, incurante del divieto degli assassini di avvicinarsi, lo ricompose…
