• GIOVANNA: BELLA CIAO!

    Giovanna Marini non è più. Molti, in queste ore, l’hanno ricordata per la ballata I treni di Reggio Calabria. Non è un caso: in questi momenti, quelle note e quelle parole ci ricordano cosa i fascisti furono e sono stati, cosa sono e continueranno a essere nonostante il make up, gli allettamenti e le maschere menzognere che indossano. La potenza espressiva e la carica emotiva che lei sapeva infondere pongono questo pezzo tra i vertici della canzone popolare, il vero “pop”, quello che affonda le radici nelle passioni della lotta e negli interstizi della storia degli oppressi. La ricordo per…

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  • LO STRANO CASO DELL’ANPI DI SUA MAESTÀ BRITANNICA

    Non si finisce mai di imparare! Sul profilo fb de “La Voce di Novara”, apprendo per esempio che l’ANPI fu «fondata su sollecitazione inglese all’indomani della liberazione di Roma» e che in aggiunta si ispirò pure al «modello della [Royal] British Legion», un’organizzazione di beneficenza nata negli anni Venti. L’affermazione è contenuta nel post Ma che pena il 25 aprile lasciato in ostaggio all’Anpi, un titolo che insegna quanto l’ANPI si sia allontanata dai suoi caritatevoli scopi originari di mutua assistenza tra i veterani, di supporto emotivo, di sostegno per i partigiani disoccupati e di promotrice di collette per i poveri…

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  • ERCOLINA GIBIN una donna nella politica e nel sociale di Borgomanero

    Questo è il titolo del convegno che si terrà sabato 4 maggio a partire dalle ore 9.30 presso il salone della Camera del lavoro di Borgomanero in via Torrione 32. A seguire il programma dei lavori.…

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  • ABIGAILLE ZANETTA: UN RITRATTO DI MATTEOTTI

    La memoria di Giacomo Matteotti è associata alla barbara esecuzione fascista di cento anni fa. Poche volte è ricordato per il suo impegno militante, nella vita quotidiana o per il ruolo svolto nello sviluppo del socialismo italiano. Proprio in queste dimensioni voglio riproporlo con le parole della “nostra” Abigaille Zanetta che con lui lavorò in un momento cruciale della storia del movimento operaio e del socialismo italiano durante le elezioni dell’autunno 1913.…

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  • DANTE STRONA DUMAS, POETA PARTIGIANO

    Un tempo, si usava affiancare al nome di battesimo un «nome nuovo». Era una sorta di nome “sociale” che in breve tempo diventava più conosciuto di quello anagrafico. Per i partigiani, il nome nuovo, cioè il nome di battaglia, era un obbligo per proteggere se stessi, i compagni di lotta e i famigliari. Angelo Del Boca dice che il nome di battaglia non solo rispondeva a questa necessità ma rivelava anche aspetti nascosti della personalità di un uomo: «le ambizioni», «le letture», perfino i percorsi della sua «fantasia». Questa considerazione è tanto più vera per Dante Strona. I compagni di…

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  • FILIPPETTI SECONDO SINDACO SOCIALISTA DI MILANO

    Dell’aronese Angelo Filippetti, ultimo sindaco liberamente eletto in una Milano ormai preda della violenza squadrista, si occupa il libro di Jacopo Perazzoli. Ricercatore dell’Università di Bergamo, studioso di storia della socialdemocrazia, dell’internazionalismo socialista e democratico, dell’antifascismo, l’autore si è giovato nel suo lavoro del copioso archivio privato del sindaco di Milano conservato presso l’Istituto Parri. Filippetti fu animatore della sezione socialista di Arona, una delle prime a costituirsi nella provincia di Novara, dapprima battuta dai venti della repressione crispina e poi travolta dai fatti del 1898. Trasferitosi a Milano mantenne fecondi contatti con la terra di origine. Di salda formazione…

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  • MI  RACCOMANDO: VIVA  NICOLAZZI…

    A sentire le ultime notizie, non pare che la «Giornata di studi e ricordi» dedicata ai «Cent’anni di Nicolazzi» prevista per questo sabato alla Fondazione Marazza sia nata sotto la migliore stella. In ogni caso, ognuno glorifica gli eroi che si merita: non siamo forse nella nuova repubblica del merito? Per quanto mi riguarda, rimango dell’opinione di Bertolt Brecht nel suo Galileo: «Felice il popolo che non ha bisogno di eroi». Ricordo questa frase impressa su di uno splendido mural di Orgosolo. Chissà se c’è ancora.…

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  • ALLA DERIVA 1: COSA C’ENTRA GRAY CON LA SOMSI DI GOZZANO?

    L’ultimo numero 2023 della rivista “Le Rive” è stato dedicato, meritoriamente, alla gloriosa SOMSI di Gozzano che ha spento la sua 150a candelina: auguri! Benissimo, valorizziamo e facciamo conoscere l’immenso patrimonio morale e materiale del nostro mutualismo! Tuttavia c’è in quel numero della rivista un evidente neo, anzi una brutta macchia nera resa possibile solo dalla barbarie e dalle amnesie del tempo in cui viviamo: tra i personaggi influenti, in qualche modo entrati in contatto con la SOMSI gozzanese, viene celebrato Ezio Maria Gray.…

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  • BARTOLOMEO CREOLA

    Domenica 13 febbraio 1944, moriva nella battaglia di Megolo Bartolomeo, Bartolo, Creola, il primo partigiano combattente di Borgomanero caduto, insignito della Medaglia d’argento al Valore. Bartolo era nato il 5 gennaio 1925 ad Audun-Le-Tiche un piccolo paese del dipartimento francese della Mosella, al confine con il Lussemburgo dove la famiglia era emigrata per sfuggire alla condizione di povertà in cui viveva in patria. Dopo, la morte del padre Pietro, dovuta ai postumi delle ferite riportate durante la prima guerra mondiale, e il rientro in Italia nel 1936, il peso del mantenimento dei figli ricadde sulle spalle della madre, una umile…

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  • ORESTE VOLTA

    Domenica 23 gennaio 1944, nei pressi del passaggio a livello sulla strada da Borgomanero a Cressa, veniva barbaramente ucciso Oreste Volta, la prima vittima della guerra di liberazione nella nostra città. Mentre vecchi antifascisti, giovani e soldati dell’ex regio esercito erano saliti in montagna per dare vita alle prime formazioni partigiane, nei paesi della pianura si era già sviluppata una articolata rete di sostegno alla Resistenza. C’era molto da fare. Era necessario mettere al sicuro i prigionieri alleati, i fuggitivi, gli sbandati, i perseguitati per motivi politici o razziali – già si era consumata la tragedia dell’eccidio degli ebrei del…

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LESJI

Lèsji par fè?
Lèsji par savéj
lèsji par vìvi
lèsji par divertìsi
 
lèsji par capì
lèsji par gòdi
lèsji par istrüìsi
 
Lèsji parchè?
Parchè, parchè
zückru e cafè:
parchè da sé!
 
E zùmmalu intra nü:
“L’è méju lèsji
un libbru den par dénti
ke no lèsjidrégghi
la vitta a la sjénti”
 
                                  vds
Lettere al direttore


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