• QUELLA INVINCIBILE MALATTIA CHE SI CHIAMA LIBERTÀ

    La collana Passato prossimo dell’editore Mimesis, propone il volume Malati di libertà. Storia delle evasioni dei prigionieri antifascisti nell’ospedale milanese di Niguarda (1943-1945), una ricostruzione inusuale e per certi aspetti sorprendente del ruolo svolto dal grande ospedale milanese di Niguarda nella lotta di liberazione. Ne sono autori i giornalisti Daniele Pascucci e Riccardo Degregorio e i giovani ricercatori di storia Alessandro Schiavoni e Carlo Celentano, un gruppo raccolto agli inizi del 2021 dalla sezione ANPI «Martiri Niguardesi» di Milano per approfondire e ridare nerbo a quelli che, dopo la scomparsa degli attori e dei testimoni, apparivano ormai come ricordi frammentari…

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  • GIAN CARLO BORIOLO – MARIO GUALINI – GIAN CARLO MAGGI – CARLO PLATINI

    Il 25 luglio 1944 all’interno dello stabilimento della SIAI furono trucidati da un reparto nazista i partigiani Gian Carlo Carluccio Boriolo, Mario Gualini, Gian Carlo Maggi e Carlo Platini.…

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  • TESTIMONI A DISCARICA

    Divampa a Maggiora la polemica sulla futura discarica. Da tempo in paese erano stati appesi striscioni contro il futuro impianto, ma uno degli ultimi con scritto «Città della discarica» ha scatenato l’ira del signor sindaco, acceso sostenitore con la sua maggioranza dell’impianto di smaltimento di rifiuti. Il primo cittadino si è rivolto a giornali e social con toni focosi accusando gli oppositori di montare una campagna denigratoria e rampognandoli con raffiche di «vergogna!»…

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  • CI VORREBBE UNA PRO… BOARIO

    Il complesso del Foro boario, di recente tornato agli onori delle cronache, racconta a suo modo un pezzo del passato di Borgomanero. La città vantava nel mercato provinciale del bestiame una posizione di assoluto rilievo. Tuttavia, vuoi per l’impoverimento del patrimonio zootecnico durante la grande guerra, vuoi per pigrizia o incapacità politica degli amministratori o per altro motivo, questo antico primato andava rapidamente declinando a vantaggio di nuove piazze più dinamiche, come per esempio quella di Oleggio, che da tempo aveva ammodernato strutture e metodi di contrattazione.…

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  • LA DECIMA ASSASSINA

    Il nome «decima» ha rappresentato nei secoli passati un capestro per i nostri antenati. Questo nome è ritornato nella seconda guerra mondiale per indicare la flottiglia “Ics Mas” di Junio Valerio Borghese, il corpo militare alleato dei nazisti che avevano invaso e occupato l’Italia. Da allora quella parola è rimasta un feticcio della destra neofascista e golpista, un fantasma sballottato dai marosi per decenni, riemerso recentemente nell’aperta esaltazione da parte del generale Roberto Vannacci. Insomma i tempi cambiano, ma questo povero paese continua ad avere e pagare la sua «decima».…

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  • L’IMPREVISTO DEI TEMPI

    È uscito ad aprile per i tipi di Guanda l’ultimo libro di Helena Janeczek, Il tempo degli imprevisti. Buona parte delle sue pagine sono agitate da una robusta brezza di mitteleuropa, un vento comunque gradevole, un po’ misterioso e levantino. Fa eccezione la parte iniziale, decisamente occidua e non solo per collocazione geografica, nella quale la scrittrice si dedica alla vita delle sorelle Abigaille, Ille, ed Erminia, Ermis, Zanetta, nate a Suno rispettivamente nel 1875 e nel 1871, ma vissute a Milano e sfollate durante la guerra a Borgosesia per sfuggire ai bombardamenti alleati.…

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  • BAVENO E FONDOTOCE 29 e 30 GIUGNO

    Sabato 29 e domenica 30 giugno 2024, 80° anniversario dell’eccidio del 20 giugno 1944: 17 martiri di Baveno, 42 martiri di Fondotoce …

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  • OTTAVIO GROSSINI

    Il 10 giugno 1944 moriva all’Ospedale SS. Trinità di Borgomanero il giovane operaio della SIAI Ottavio Grossini. Originario del Mottoscarone di Suno, aveva 19 anni.…

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  • TANTO BACCANO PER UN «CONDONO DIDATTICO»

    Mi sono sempre chiesto in quale luogo dell’aldilà Dante avrebbe collocato la nutrita schiera degli ignoranti naturali, «le genti dolorose c’hanno perduto il ben de l’intelletto», che pesano come una cappa di piombo sui nostri tempi e purtroppo ci governano. Forse tra gli ignavi – «non ragioniam di lor, ma guarda e passa» – o più opportunamente non ne avrebbe parlato affatto. Non ne sarebbe valsa la pena. Comunque, il nome del massimo Poeta è stato di nuovo trascinato nella fanghiglia delle basse polemiche scatenate dalla decisione di un insegnante trevigiano di esentare due studenti, figli di immigrati di religione…

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  • GIOVANNI TORONE

    Il 27 maggio 1944 decedeva all’ospedale militare Giovanni Torone. Nato a Borgomanero il 22 maggio 1922, il giovane, con l’entrata in guerra dell’Italia, era stato arruolato nel corpo degli Alpini dove ricopriva il grado di caporale. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu deportato in Germania. Destinato al rimpatrio con un treno militare il 22 maggio, morì pochi giorni dopo. Giovanni faceva parte dei cosiddetti IMI, gli Internati militari italiani così definiti dai nazisti per sottrarli alle tutele previste per i prigionieri di guerra dagli ordinamenti internazionali della Convenzione di Ginevra.…

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LESJI

Lèsji par fè?
Lèsji par savéj
lèsji par vìvi
lèsji par divertìsi
 
lèsji par capì
lèsji par gòdi
lèsji par istrüìsi
 
Lèsji parchè?
Parchè, parchè
zückru e cafè:
parchè da sé!
 
E zùmmalu intra nü:
“L’è méju lèsji
un libbru den par dénti
ke no lèsjidrégghi
la vitta a la sjénti”
 
                                  vds
Lettere al direttore


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